AVIVA INVESTORS PREVEDE CHE LE BANCHE CENTRALI SI CONCENTRINO SULLA MINACCIA DELL’INFLAZIONE, NONOSTANTE I RISCHI DI RECESSIONE

L’House View relativa al terzo trimestre 2022 a cura di Aviva Investors.
Potete trovare il report completo a questo link

(Londra) –Aviva Investors, la divisione globale di asset management di Aviva Plc (‘Aviva’), prevede che nel prossimo anno e mezzo la crescita globale rallenterà a un ritmo inferiore al trend, con un rischio di recessione prossimo al 50%. Tuttavia, l'assenza di gravi squilibri ed eccessi che hanno caratterizzato le precedenti congiunture negative implica che le economie dovrebbero essere in grado di riprendersi rapidamente.

L'economia globale sconta ancora una potente combinazione di shock dal lato dell'offerta (tra cui il conflitto in corso in Ucraina), l'inasprimento delle condizioni finanziarie e l'inflazione più alta degli ultimi anni. Questi fattori stanno creando una notevole incertezza e volatilità nei mercati finanziari e difficilmente vedranno una risoluzione in tempi brevi.

Le banche centrali delle economie sviluppate hanno già aumentato i tassi di interesse o hanno manifestato l'intenzione di farlo; tutti gli istituti centrali porgono sempre più attenzione all'inflazione elevata e alla minaccia che essa costituisce per la stabilità macroeconomica. La maggior parte di essi concorda sul fatto che il ciclo di bassa inflazione osservato negli ultimi 15 anni è probabilmente finito. La priorità adesso è quella di contenere l'inflazione, anche se ciò avrà un impatto negativo sulla crescita nel breve periodo.

L'inflazione dovrebbe diminuire nel corso di quest'anno e in modo più deciso nel 2023, ma permangono rischi di rialzo, poiché i precedenti venti contrari all'aumento dei prezzi si trasformano in venti di coda: l'indebolimento della globalizzazione, i fattori geopolitici, le catene di approvvigionamento globali che diventano più corte e le politiche sul cambiamento climatico.

Michael Grady, Head of investment strategy and Chief economist di Aviva Investors, ha dichiarato:

"Il nuovo contesto macroeconomico, le reazioni della politica monetaria e le nuove valutazioni su una serie di fattori strutturali a lungo termine hanno portato a un anno estremamente impegnativo per i mercati finanziari.”

"L'accresciuta incertezza rispetto alle prospettive economiche ha aumentato la volatilità, sia implicita che realizzata, in tutte le asset class. Pertanto, in questo momento preferiamo avere un'esposizione relativamente limitata. Continuiamo a preferire un moderato underweight della duration, in quanto i rischi al rialzo dell'inflazione superano quelli al ribasso della recessione".

"Considerato il forte calo dei multipli azionari di quest'anno, preferiamo un leggero overweight dell'asset class, ad eccezione dell'Europa, dove i rischi di crescita sono più pronunciati. Preferiamo essere neutrali sul credito, dove il prezzo degli spread riflette adeguatamente i rischi di recessione. Per quanto riguarda le valute, siamo lunghi sul dollaro USA rispetto all'euro, viste le prospettive relative delle due economie."