Basta guerre! Basta!

Basta guerre! Basta!

Crollano le Borse di tutto il mondo

La scellerata idea di bombardare la Siria da parte degli Stati Uniti (e dei compagni di merende della Gran Bretagna) affossa i listini internazionali.

E’ difficile commentare una giornata di Borsa se alla base delle performances dei titoli non ci sono motivazioni economiche bensì la decisione da parte degli Stati Uniti di andare a fare altre carneficine in giro per il mondo.

Capisco che se uno ha gli arsenali pieni di bombe, aerei e navi da guerra che gli sono costati miliardi e miliardi di dollari (quante cose belle si sarebbero potute fare con quei soldi) voglia anche utilizzarli, ma ci sono le esercitazioni anche per quello.

Si sarebbero divertiti facendo esplodere bombe e missili senza distruggere nulla né fare vittime umane, ma forse se non vedono il sangue vero non si divertono.

E così ad Obama viene l’idea di bombardare povera gente che non ha colpa alcuna se non quella di essere nata in una terra martoriata, insomma proprio la peggiore idea che possa passare per la mente di un losco figuro che non ho più alcun dubbio nel definire il peggior Presidente degli Stati Uniti d’America da George Washington in poi.

Oggi, da “Occidentale”, mi vergogno di appartenere a questa parte del mondo, che, contro ogni dettame del diritto internazionale si arroga il diritto di bombardare uno Stato sovrano, siamo alla pura barbarie.

Obama si macchia quindi dell’ennesimo crimine contro l’umanità, le sue mani, già tanto sporche del sangue di centinaia di migliaia di vittime innocenti, donne e bambini innanzitutto, tornano ad imbrattarsi di rosso, e l’Occidente tace!

Naturalmente questa scellerata decisione, non bastassero le vittime innocenti, porterà distruzione e miseria non solo nelle zone che verranno bombardate, ma in tutto il mondo.

E se vogliamo le Borse, da questo punto di vista, sono esemplari, se si bombarda e si distrugge anziché costruire, il mondo si impoverisce, e le Borse internazionali registrano questo impoverimento crollando come hanno fatto oggi, è solo questione di logica.

Avevamo bisogno di tutto in questo momento, ma non di una guerra.

Ieri il nostro indice principale aveva perso il 2,5% sui timori di una crisi di Governo, oggi per una crisi internazionale, insomma tutti i discorsi sulla ripresa economica che fine fanno?

Fortunatamente, dopo esserci sporcati le mani anche noi con sangue libico, perlomeno stavolta diciamo di no, non partecipiamo alla carneficina (almeno per il momento), ma quando avremo non dico il coraggio di alzare la voce, ma solo di parlare!

Non possiamo più tacere, dobbiamo dire tutti: Basta guerre! Basta!

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro