Wall Street teme un’altra guerra

Wall Street teme un’altra guerra

Preparativi bellici non graditi dai mercati

Scendono gli indici Usa nella parte finale della seduta. Si salva il Nasdaq grazie al comparto biotech: Amgen ha acquistato Onyx Pharma.

Quella in Siria sarebbe l’ennesima guerra di Obama che nei fatti si è dimostrato un Presidente guerrafondaio, molto peggio dei Bush (padre e figlio), e di tutti quelli che l’hanno preceduto.

Il primo Presidente nero della storia anziché ispirarsi a Martin Luther King sembra che preferisca “svuotare” i propri arsenali, ma sulla testa della povera gente, però!

E così Wall Street che aveva viaggiato per gran parte della seduta in territorio positivo, dopo le parole di Kerry, che ha tirato fuori la solita panzana delle armi chimiche, ha improvvisamente virato all’ingiù, si è salvato il Nasdaq che è riuscito a mantenere un frazionale rialzo.

Un solo dato macro di un certo interesse ed è stato decisamente negativo, gli ordini di beni durevoli a luglio sono risultati in forte calo (-7,3%), ma, come ormai accade usualmente nell’ultimo periodo, il mercato ha letto al contrario il dato sperando in un proseguimento più duraturo degli aiuti all’economia.

Sul fronte valutario movimenti minimi e contraddittori del dollaro, leggermente indebolitosi nei confronti dello yen e rafforzatosi rispetto all’euro.

Sul lato micro la notizia del giorno è l’acquisto, da parte del colosso della biotecnologia Amgen di Onyx Pharmaceuticals, pagata 10 miliardi e 400 milioni di dollari … in contanti!

Per l’azienda di Thousand Oaks (nell’area metropolitana di Los Angeles) un’operazione importantissima che il mercato ha voluto premiare con un gran rialzo che ha portato il titolo a ritoccare il proprio massimo storico che risaliva allo scorso 22 aprile, la chiusura è arrivata un po’ distante dai massimi di giornata, ma non penso che per questo gli azionisti se la siano presa più di tanto.

Ovviamente a beneficiarne è stato anche tutto il comparto biotecnologico che in questo 2013 (ma non solo) risultava già uno dei migliori.

Dow Jones (-0,43%) soltanto quattro titoli terminano le contrattazioni con una freccia verde, inverte la rotta Home Depot (+2,08%), mentre molto più limitati sono risultati i guadagni di McDonald’s (+0,19%), Alcoa (+0,12%) e Boeing (+0,05%).

Termina sul minimo di seduta Procter & Gamble (-1,84%) che vanifica i due rialzi precedenti con i quali sembrava voler uscire da un trend negativo che ora, invece, tende a proseguire. Prese di profitto doppo il balzo della vigilia per Microsoft (-1,73%) e prosegue il calo di Verizon (-1,41%).

S&P500 (-0,40%) bene Oracle (+1,79%) davanti a Monsanto (+1,49%) che però termina molto distante dai massimi del giorno, e Anadarko Petroleum (+1,36%).

Sul fondo della classifica Visa (-2,29%) in una giornata negativa per il comparto, poi Mondelez (-1,93%) e Mastercard (-1,75%).

Nasdaq (+0,03%) come anticipato, gran balzo di Amgen (+7,72%), recupera C.H. Robinson (+2,85%), quindi ancora il settore biotech con Regeneron Pharma (+2,58%) e Celgene (+2,09%).

Torna a scendere Expedia (-3,36%) dopo il rimbalzo della vigilia, Autodesk (-2,62%) e Nuance Comm. (-1,55%).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro