ORO, NON DOBBIAMO COMMETTERE UN BANALE ERRORE

Si leggono spesso articoli che riguardano il prezzo dell’oro. Ovviamente è un argomento di gran moda, in un momento come questo nel quale tutti i mercati finanziari stanno facendo segnare ribassi da paura, normalmente si cercano i cosiddetti beni rifugio.

Ed il bene rifugio per eccellenza è proprio l’oro.

Spesso si magnifica il fatto che l’oro nei decenni, nei secoli, abbia mantenuto invariato il proprio valore al contrario delle monete che si sono continuamente deprezzate, ma questa considerazione è semplicemente una sciocchezza.

Certo oggi, mediamente, ci serve la stessa quantità di oro che ci serviva decine di anni fa per acquistare il medesimo bene, quindi diciamo che l’oro non ha perso potere d’acquisto, mentre per acquistare lo stesso bene che compravamo decine di anni fa oggi occorrono molti più dollari, quindi traiamo la conclusione che il dollaro si sia svalutato.

Ma nella realtà con i dollari noi non abbiamo perso potere d’acquisto, non ci siamo impoveriti, semplicemente perché le retribuzioni, i redditi, oggi sono molto superiori a quelli che si percepivano decine di anni fa.

Per cui, per fare un esempio, se cinquant’anni fa un chilo di pane costava mezzo dollaro ed oggi costa 4 dollari, ossia otto volte tanto, ciò non vuol dire che ci siamo impoveriti perché magari le nostre retribuzioni, rispetto a 50 anni fa, sono aumentate più di otto volte.

Naturalmente ho messo dei numeri un po’ a casaccio, ma è solo per rendere chiaro il concetto.

Ebbene torniamo all’oro che tutti noi consideriamo come bene rifugio, se fosse così il grafico del prezzo dell’oro dovrebbe essere contrario, opposto a quello dell’andamento economico, ossia il prezzo dell’oro dovrebbe salire nei momenti di crisi e scendere nei momenti di crescita economica.

Se andiamo a vedere il grafico del prezzo dell’oro nei vari decenni questa correlazione inversa non esiste.

Allora l’oro non deve essere considerato un bene rifugio? Forse sì, ma ciò che mi preme far notare è un altro aspetto.

Si leggono moltissimi articoli che sottolineano come, incredibilmente, in un periodo di forti ribassi sui mercati finanziari, anche il prezzo dell’oro continui a scendere.

In effetti sembrerebbe proprio così, alla fine dell’anno scorso, ossia al 31 dicembre del 2021 il prezzo dell’oro era di 1.829,38 dollari per oncia mentre oggi è di 1.707,95 dollari per oncia.

Quindi, perlomeno al momento, nel 2022 il prezzo dell’oro è calato … sì in dollari, ma in euro?

Eh, sì, perché occorre tener presente che anche il cambio euro/dollaro nel frattempo è variato.

Ed allora ecco i calcoli, semplici semplici:

Alla fine dello scorso anno abbiamo detto che il prezzo dell’oro era di 1.829,38 dollari per oncia, ma il cambio euro/dollaro era di 1,1372, se ne deduce che il prezzo dell’oro, alla fine dell'anno scorso, era pari a (1.829,38/1,1372) ossia 1.608,67 euro per oncia.

Mentre oggi il prezzo dell’oro è paria a 1.707,95 dollari per oncia, ma il cambio euro/dollaro è di 1,0086. Se ne deduce che il prezzo dell’oro, oggi, è pari a (1.707,95/1,0086) ossia 1.693,38 euro per oncia.

Insomma dall’inizio dell’anno in corso il prezzo dell’oro in euro è aumentato, quindi un europeo che avesse investito in oro alla fine dell’anno scorso, perlomeno al momento, avrebbe avuto un guadagno e non una perdita.

E’ una constatazione semplice, ma che spesso non viene fatta.